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Perché creare un sito web: quali i vantaggi e quale impegno comporta

Creare un sito web sta diventando fondamentale per chiunque desideri avere pieno controllo su ciò che internet racconta di noi. Qualche anno fa' avrei detto che é uno strumento imprescindibile per la propria attività professionale, sia che che si tratti di un singolo professionista sia che si tratti di un'azienda. Oggi, nel 2021, dopo la possente rivoluzione digitale che la pandemia ci ha costretto a subire, una presenza qualificata sul web é necessaria affinché su di noi, sui nostri prodotti e sulle nostre idee ci siano informazioni attendibili e non frutto del pensiero di altri.

Il web attuale

Il web, così come é oggi, é un immenso archivio di nozioni incontrollate, non gestite o moderate, libere di circolare e, più verosimilmente, condannate alla totale inutilità perchè nessuno le può raggiungere in nessun modo. 

Provo a darvi un po' di numeri: (fonte: websitesetup.org)

In questo momento ci sono circa poco meno di 6 miliardi di siti pubblicati in rete;

Google indicizza (poi vedremo il significato di questi termini evidenziati) circa 58 miliardi di pagine web.

Internet é utilizzato da circa 4 miliardi di persone nel mondo, più della metà della popolazione mondiali.

Google riceve quasi 3 miliardi di ricerche al giorno.

Gli utenti inviano più di 120 miliardi di email al giorno

Ogni giorno più di 70.000 siti web vengono hackerati.

L'uso del web da mobile ha superato il 52% dell'uso globale della rete.

 

I numeri effettivi del web

Rispetto ai numeri enormi che ho elencato c'è poi una realtà che é un po' diversa.

Meno del 15% dei siti pubblicati (i 6 miliardi elencati sopra) sono siti attivi, cioè generano traffico. Ciò vuole dire che l'85% dei siti web al mondo é totalmente inutile. Nessuno sa che esistono se non i legittimi proprietari. Non risultano nelle ricerche sul web se non con una chiave ESATTA.

 

Cosa sono le  chiavi di ricerca (keywords)

Quando cerchiamo qualcosa nel web normalmente andiamo alla pagina di google (più o meno consapevolmente) e da lì partiamo con la ricerca.

Ricerca su Chrome

 

Questa casella ha la funzione di cercare la "chiave" che immettiamo nella gigantesca banca dati formata da tutti i contenuti pubblicati nel web.
Supponiamo di cercare "Salvatore Accardo". Questa tecnicamente é chiamata "chiave ESATTA", ovvero un "nome cognome".
Google in questo caso restituisce tutti risultati pertinenti e di qualità. Subito dopo i riferimenti a Wikipedia e a Youtube appare il sito web di Salvatore Accardo.
Ci siamo!

Ma ora proviamo a cercare solo "Salvatore violinista". La ricerca restituisce ancora buoni risultati ma lievemente meno precisi. La chiave non é secca ma quasi.

Ora supponiamo di avere un'amnesia e di non ricordare il nome ma il luogo di nascita. Inseriamo "violinista Torino".
Boom! Salvatore Accardo sparisce!!! Appaiono molti altri violinisti che hanno indicato nel loro sito la localizzazione della loro attività.

Ma andiamo oltre: inseriamo solo la chiave "Accardo". I primi risultati di wikipedia sono dedicati a Tony Accardo, un tipo non proprio raccomandabile.

Ora vado anche oltre. Utilizzo una VPN (Virtual Private Network) e un browser che non sa niente di me (Tor). Non cerco con Google ma con Dack Dack Go simulo che la visita avvenga da New York.

Cerco ancora "Accardo". Questo é il risultato:

accardo

Il nostro grande violinista "Salvatore Accardo" é sparito!!!

Un sito di qualità

Una prima cosa l'abbiamo afferrata. Se il nostro nome é "Pippo de Pippis" e qualcuno desidera cercare informazioni su di noi in rete puó incappare in profili che non corrispondono affatto a noi stessi. So bene che molti non desiderano mostrare il proprio profilo in rete e se lo avevano lo hanno cancellato: niente Facebook, niente twitter, niente Linkedin ecc. 

Però nello stesso tempo osservo che molti di quelli che si sono avvalsi del "diritto di oblio" offerto dalle nuove normative sull'utilizzo della rete, di fatto continuano a fare ricerche in rete. E questo é un comportamento contraddittorio con l'essenza stessa del web. Il web non é un servizio messo a disposizione di un privato al quale possiamo accedere per lo più gratuitamente. Il web é l'insieme delle informazioni che tutti noi offriamo gratuitamente alla rete. Se non pubblichiamo informazioni diamo spazio a chi invece lo fa con l'interesse preciso di indirizzare i nostri pensieri.

Questa premessa é cruciale per comprendere com'é strutturata la rete. C' é un solo modo per rendere meno universale, democratica ed equa la rete: quella di usarla senza parteciparvi. Chi ha qualche anno alle spalle come me ricorderà una celebre canzone di Giorgio Gaber dal titolo "La libertà".
Il ritornello dice:

… La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione…

La partecipazione in rete é l'essenza generatrice della rete stessa.

La partecipazione non qualificata va a far parte di quell'85% di siti web inutili di cui dicevo sopra. Cosa fare per entrare a far parte del 15% che invece forma la rete indicizzata?

Posizionamento e indicizzazione

Il sito web NON é la sua Home Page. Da anni cerco di convincere che la Home Page é come la mappa di un museo più o meno grande. La mappa di solito ci viene consegnata quando nel museo siamo già entrati, e molte volte ce la giriamo fra le mani giusto per sapere dove siamo e qual'è il percorso per non entrare due volte nella stessa sala. Nel museo le protagoniste sono le opere d'arte. Nei siti web le protagoniste sono le pagine che la compongono.

Facciamo ancora un esempio pratico: vogliamo cercare in rete qualcosa sul dipinto Gioconda di Leonardo da Vinci. Partiamo perciò dalla ricerca "Gioconda" su Google.

I risultati ci premiano: subito dopo le voci di Wikipedia appare il link alla pagina del Louvre dedicata alla Gioconda: 

https://www.louvre.fr/en/oeuvre-notices/mona-lisa-portrait-lisa-gherardini-wife-francesco-del-giocondo.

Notate che NON appare il link alla Home page del Louvre. Appare la pagina che il Louvre dedica alla Gioconda. E' questa la pagina posizionata e restituita da Google per la ricerca "Gioconda".

Ora proviamo a fare il contrario: cerchiamo "Louvre". Nei risultati la "Gioconda" sparisce. La home page non posiziona la chiave "Gioconda".

Questo prova senza dubbio che la Home Page NON informa affatto sui contenuti del sito. Non é fatta per questo. Sono le singole pagine interne ad essere posizionate per il contenuto che descrivono. 

La Home Page ha tecnicamente, due utilità: 1) indicare a clienti, amici, utenti, motori di ricerca ecc. che abbiamo un sito, e che appare digitando il dominio miodominio.example.

Se Leonardo da Vinci avesse voluto dare ad amici il link della Gioconda al Louvre avrebbe avuto qualche difficoltà a dire: "andate a questo dominio: https://www.louvre.fr/en/oeuvre-notices/mona-lisa-portrait-lisa-gherardini-wife-francesco-del-giocondo. Più verosimilmente avrebbe detto "andate al sito louvre.fr e da lì cercate attraverso la navigazione del sito la mia Gioconda.

La seconda utilità é quella che utilizza il motore di ricerca per indicizzare tutte le pagine del sito. Fa esattamente quello che farebbe l'amico di Leonardo da Vinci con in mano il nome del sito louvre.fr. Si mette a cercare tutto ciò che trova a partire dall'home page, e poi quello che trova a partire da ogni singola pagina e ricostruisce così la mappa del sito. Il motore di ricerca ricostruisce la struttura del sito partendo dalla Home Page, navigando e prendendo nota di ciò che trova.

Lo sviluppatore professionista da' qualche aiuto al motore di ricerca facilitando alcuni percorsi e limitandone altri. Ad esempio, lo sviluppatore eviterà che il motore di ricerca vada a vedere cosa c'é scritto nelle pagine degli account (nomi email ecc.). La struttura dei siti web é fondamentale e una delle ragioni principali per le quali molti siti web sono invisibili al motore di ricerca é perchè presentano pagine isolate, staccate dal flusso di navigazione che parte dall'home page.

Detto questo possiamo affermare con assoluta certezza che per quanto riguarda il posizionamento di un sito web ogni singola pagina deve essere accuratamente posizionata come se fosse un sito web autonomo. In più deve essere collegata in modo chiaro con il resto del sito. Niente ramificazioni contorte, niente flussi che si perdono nel nulla ecc.

I contenuti di un sito web e le keywords

Il tema potrebbe occupare un intero saggio. Mi limito a consigliare alcune prassi fondamentali.

Innanzi tutto un sito web parla di noi stessi. Anche se trattassimo di Fisica Nucleare ne scriveremmo con le nostre parole e pertanto parleremmo di noi stessi e di cosa e come ne pensiamo della Fisica Nucleare. Un celebre direttore d'orchestra, Herbert von Karajan, diceva che per il fatto stesso di prendere fra le mani un partitura, essa stessa diventava in parte sua. L'interpretazione che ne faceva era sua e solo sua. Ricordo una discussione con un conoscente che sosteneva che le opere teatrali di Shakespeare preferiva leggerle sul copione (dimenticando di leggerle tradotte in italiano da un traduttore). Il fatto é che se Shakespeare avesse voluto lasciare che ogni parola suonasse in un modo preciso avrebbe scritto romanzi e non drammi teatrali. I drammi teatrali comportano la recitazione di un attore, che lo fa suo.

Ogni argomento trattato sul web tratta in maniera soggettiva di ogni argomento. C'é pochissimo di didascalico, di enciclopedico in rete. Il web é il bellissimo mondo delle opinioni, delle interpretazioni, dei racconti, dei punti di vista. In rete raccontiamo di come noi stessi immaginiamo il mondo, i fenomeni, le teorie e l'universo intero.

Il punto semmai é un altro. Se é poco utile scrivere "fesserie" lo é ancora di più scriverle in modo che nessuno le legga. Così davvero non ha senso.

E' necessario allora "saper" scrivere per il web; avere un'idea di ciò che vogliamo comunicare; se vogliamo semplicemente presentare noi stessi o una, o più idee, é meglio se lo facciamo bene.

Come si scrive per il web

Qui arriva la parte più difficile. Nonostante aver parlato di libertà, di comunicazione di racconti sembrerebbe contraddittorio dire allo stesso tempo che per fare tutto ciò é necessario avere un minimo di preparazione. Anzi: forse anche quel minimo oggi non é più sufficiente, perchè la concorrenza si é moltiplicata (complice la pandemia).

Allora é necessario affidarsi a qualche professionista (é una delle nuove professioni) che ci aiuti a comporre siti web e contenuti in linea con ciò che i motori di ricerca ci chiedono giorno dopo giorno. Ricevo ogni giorno newsletters direttamente da Google che mi indicano quali sono i criteri che Google andrà poco alla volta ad applicare ai propri algoritmi. E' a volte logorante per noi tecnici, ma tutto ciò é fatto a garanzia del fatto che la rete e i suoi utenti richiedono qualità.

Per questo é sicuramente consigliabile provare a capire come funziona il web ma l'aiuto di un professionista ci può rendere la vita molto più semplice.

 

 

 

 

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